LA VENDEMMIA

Sono i giorni più belli dell’anno. Vendemmiare sfogliare, torchiare non sono neanche lavori; caldo non fa più, freddo non ancora; c’è qualche nuvola chiara, si mangia il coniglio con la polenta e si va per funghi.
(Cesare Pavese)

 

Oggi come un tempo, la vendemmia è uno dei rituali dell’agricoltura che più affascinano l’uomo perché lo rendono partecipe di un processo naturale che viene tramandato da secoli.

Per vendemmia si intende la raccolta delle uve da vino, in quanto nel caso delle uve da tavola si usa semplicemente il termine raccolta. Il momento giusto per la vendemmia è quello in cui l’acino raggiunge il giusto grado di maturazione e in genere va da agosto ad ottobre a seconda del periodo di maturazione delle differenti tipologie di uva.

In realtà tutto parte a luglio con la “vendemmia verde” durante la quale si eliminano i grappoli in eccesso, permettendo così a quelli rimasti di ricevere il nutrimento necessario alla maturazione.

… La  vendemmia vera e proprio inizia circa un mese dopo, consiste nella raccolta dei grappoli, da effettuare a mano nelle ore più fresche, solitamente la mattina presto: guanti e forbici alla mano, i grappoli migliori, privi di muffe e di acini marci, una volta tolte le foglie, vengono adagiati in apposite cassette.
E’ fondamentale che passi meno tempo possibile tra la raccolta e la pigiatura, per evitare che gli acini si deteriorino: grappoli sodi, con la buccia ben integra sono la premessa indispensabile per ottenere un buon vino.
 
L’uva raccolta viene dunque trasportata nei locali in cui verrà pigiata. Prima della vera e propria pigiatura, i grappoli vengono convogliati alla diraspa, la macchina che separa gli acini dal raspo, rispettando l’integrità dei primi. Questo processo è fondamentale perché i raspi, pigiati, cederebbero sostanze tanniche dal gusto legnoso e allappante.
Solo dopo, quindi, si può pasare alla fase della pigiatura.
 
Le uve, vengono quindi ammostate in tini aperti di rovere, in cisterne d’acciaio o cemento. Le macerazioni non hanno tempi ben definiti , si può dire citando i libri di enologia, dai dieci ai trenta giorni sulle bucce con rimontaggi giornalieri, ai quali segue la svinatura e la successiva pressatura morbida in torchio verticale, ma ogni produttore segue il proprio metodo.
I bianchi generalmente vengono lasciati per meno tempo sulle bucce, a parte speciali categorie di vino. Successivamente ogni vino segue un diverso affinamento.
 
I nostri fornitori pur non rinnegando l’importante aiuto dei mezzi tecnologici, hanno voluto mantenere nel tempo l’autenticità delle lavorazioni tradizionali. L’utilizzo di metodi naturali, nella coltivazione della vite dettata dalla profonda convinzione che l’equilibrio naturale non deve essere intaccato o modificato è sicuramente ciò che accomuna tutti i vignaioli con cui collaboriamo.
Ogni singolo essere vivente presente sulle foglie, sui tralci, nella terra fa parte dell’equilibrio e dell’originalità del territorio.
A nostro parere il modo migliore per produrre vino.
 
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